Inquinamento INDOOR: una realtà con cui dobbiamo (purtroppo) fare i conti

  

Le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo in ambienti chiusi (circa il 90%). Paradossalmente però, gli ambienti chiusi sono spesso inquinati come ed a volte più di quelli aperti.

Ecco perché negli ultimi anni si parla di “inquinamento indoor”, ovvero di un inquinamento presente all’interno di edifici pubblici e privati. I principali valori da controllare sono CO2, polveri sottili e campi elettromagnetici, ma anche e soprattutto Formaldeide e gas Radon, sostanze con effetti cancerogeni catalogate come ad alto rischio dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità.

 

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La formaldeide: un nemico molto diffuso (ma poco conosciuto)

La formaldeide fa da parte del gruppo dei composti organici volatili, ovvero sostanze chimiche di vario tipo ma tutte caratterizzate dalla elevata tendenza a diventare gas.

E’ molto pericolosa ma soprattutto estremamente diffusa anche in prodotti che usiamo tutti i giorni, come risulta dall’immagine sovrastante.

Come molte sostanze chimiche viene misurata in mg per m3, cioè quanti milligrammi della sostanza in esame sono presenti in un metro cubo di aria.

Il corpo umano ne può convertire una certa quantità in CO2, ma oltre i limiti assorbili si manifestano i primi sintomi: bruciore agli occhi, bruciore alla laringe etc.

Per concentrazioni superiori a 37 mg/m3  possono verificarsi polmoniti ed infiammazioni a carico degli alveoli polmonari che danneggiano la loro capacità di assimilare ossigeno dall'aria inspirata.

Soprattutto però,  anche la formaldeide può procurare il cancro.

Una delle principali cause di produzione di inquinamento da formaldeide casalinga è tuttavia legata alle suppellettili: viene infatti rilasciata da tutti i mobili sui quali vengono utilizzate colle e solventi con formaldeide.

 


Microparticolato: le cosiddette “polveri sottili” e perché sono pericolose.

 

PM (Particulate Matter) è il termine con il quale si definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell’aria, di origine sia naturale che derivante da attività umana.

Nel processo della respirazione le particelle maggiori di 15 micron vengono generalmente rimosse dal naso. Il particolato che si deposita nel tratto superiore dell’apparato respiratorio può generare irritazioni di vario genere come l’infiammazione e la secchezza del naso e della gola. Le PM10 (più piccole) possono raggiungere e depositarsi direttamente negli alveoli polmonari.

Le particelle invece di dimensioni minori (inferiori a 5-6 micron) sono ancora più pericolose: possono provocare e aggravare malattie respiratorie e indurre tumori.


 

 

Il radon: un killer invisibile. 

Il Radon  è un gas radioattivo inodore, incolore ed insapore, che può essere presente anche nell’acqua.

 

Risale dal sottosuolo e si accumula negli ambienti interrati e seminterrati degli edifici dove tende a ristagnare. Può però risalire ai piani superiori.  

A livello mondiale è considerato il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi. L’esposizione prolungata al Radon in ambienti chiusi provoca un aumento di rischio fino al 14% per quanto riguarda il cancro ai polmoni.

Il sensore per il monitoraggio anti Radon di Nuvap, nato e prodotto in Italia, può aiutarci a difenderci da questo pericolo.

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E' difficile utilizzare  Nuvap?

Assolutamente no! Il sistema analizza i rischi per la salute correlando i dati raccolti tramite la rete di sensori integrati ed un sofisticato sistema di analisi dati.

Nuvap offre una rilevazione semplice e praticamente immediata, con grafici temporali immediatamente comprensibili.

I dati sono visibili tramite una comoda App , compatibile con il mondo Iphone ed Android.

I messaggi di allerta e di pericolo vengono visualizzati  direttamente sul dispositivo collegato in tempo praticamente reale e vengono inviati finchè dura la situazione di crisi.

   L’utilizzo e la prima configurazione del dispositivo sono molto semplici, permettendo anche a persone poco pratiche di consultare i valori senza grossi    impedimenti.

 

 

Perché utilizzare Nuvap?                       

Il Decreto Legislativo 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro)  afferma che tutte le aziende, indipendentemente dal numero dei lavoratori, devono adempiere agli obblighi per la valutazione dei rischi in ambiente di lavoro. L’imprenditore ed il dirigente scolastico hanno responsabilità penale e amministrativa.

Lavorare e studiare in un ambiente salubre è una necessità ma anche un obbligo di legge, insomma.

Nuvap offre a tale proposito una possibilità di rilevamento continuativo e costante di eventuali criticità ambientali.

 

Dove può essere utilizzato?

I contesti sono molteplici : l'abitazione privata, edifici pubblici come scuole ed ospedali, aziende.

Nuvap copre un raggio di circa 80 mq e può essere spostato con estrema facilità, è sufficiente una presa elettrica ed una copertura WiFi.


 

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